Ipertensione arteriosa

L'ipertensione arteriosa è più comunemente conosciuta come pressione alta. Si tratta di una patologia molto diffusa nei Paesi industriali, solo in Italia si stima che possa interessare all’incirca il 21% della popolazione maschile, mentre il 24% di quella femminile, per un totale di circa 12 milioni di persone.

Di queste si calcola che solo la metà siano a conoscenza del problema, molte, infatti, ignorano di essere ipertese fino a quando non si sottopongono a una visita clinica di routine.

Ma cosa può comportare l’ipertensione arteriosa?

Sicuramente è una condizione preoccupante, perché può essere causa di ispessimento o di depositi di grassi sulle pareti arteriose, ostacolando così il corretto flusso sanguineo nel corpo e nei casi più gravi (con la totale occlusione del vaso sanguineo) potrebbe arrivare a provocare:

Si parla di ipertensioni quando la persona supera costantemente il valore di 90 mmHg di pressione diastolica (la “minima”) e i 140 mmHg di pressione sistolica (la “massima”). La pressione alta deve essere riscontra tata però in più rilevazioni nel tempo per essere considerata ipertensione, in quanto nell’arco di una giornata la pressione può salire per svariati motivi (attività sportiva, stati d’animo, orario..).

L'ipertensione arteriosa può essere causata da fattori genetici (influisce per circa il 30%), ma anche l’età (80% di ipertesi è over 65, solo il 5% under 30) e le cattive abitudini possono contribuire negativamente all’insorgenza di questa malattia, come la sedentarietà, l’obesità, il fumo, lo stress, l’abuso di bevande alcoliche o di sostanze stupefacenti. Inoltre può essere diretta causa da altre patologie (si tratta però del 5% dei casi).